«la pillola - 1970»  

 

aurelio c. durante
la realizzazione

la "pillola"

aurelio c. durante
 la realizzazione

rosso in cima
alla «pillola»


Quell'estate del 1970

 
  L'estate del 1970 non potrò mai dimenticarla, perché è stata la prima volta che ho lavorato insieme a mio padre. La parola "lavorare" è  forse impropria: per me, ragazzino di 14 anni, partecipare in qualche modo alla realizzazione di una tale opera era semplicemente un meraviglioso gioco. Ho imparato così a saldare il ferro, ad adoperare con destrezza le pinze e gli elettrodi, a salire e scendere dalle impalcature come una scimmia e, anche se in termini produttivi il mio apporto è stato risibile, quell'estate rimane scolpita nella mia memoria come un'incredibile avventura nel mondo dei "grandi". In un certo senso è stato il mio primo cantiere e ancora oggi, dopo 15 anni che lavoro nell'edilizia, ogni volta che salgo sulle impalcature il mio pensiero va inevitabilmente alla "Pillola". (Rosso Ceccarelli, 2002)

La "Pillola" in pillole...

   La scultura, alta circa 10m, era formata da quattro parti ben distinte:

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la base: uno strato di mattoni pieni posti a coltello sulla fondazione in c.a. successivamente scalpellati fino a dar loro la forma di una mammella;

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i coltelli: una serie di lame in acciaio che partono dalla base;

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la pillola vera e propria costituita da due grandi dischi di acciaio

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il fiore: una serie di "petali" di acciaio traforato che spuntano al di sopra della pillola.

   Trovare il significato di questa scultura è, come spesso accade nelle opere di Aurelio, lo stesso che risolvere un piccolo rebus: «la pillola anticoncezionale uccide la vita però permette amori meravigliosi».

   La scultura ERA formata... perché ora non è più: il signore che a suo tempo l'aveva commissionata un bel giorno ha deciso che non gli piaceva più e l'ha fatta demolire. Certo è demenziale pensare che un' opera d'arte faccia la fine di un'automobile o di un frigorifero, in genere  quando le opere d'arte ci stufano le rivendiamo, ma ha ragione chi dice che « La madre degli stupidi è sempre incinta »...

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